Siamo convinti che la Felicità sia una sensazione, una risposta emotiva a qualcosa che adesso non abbiamo. Sarò felice quando avrò la stabilità con un lavoro migliore. O quando sentirò le farfalle nello stomaco con la persona giusta.

Dopo aver sperimentando le lacune di questo concetto ed essermi avvicinata alle filosofie orientali ho iniziato a pensare che la felicità fosse invece, uno stato della mente. Come se fosse qualcosa che si potesse decidere di sperimentare. Impostare la mente per decidere di essere felici. Era davvero possibile? L’ho messo in pratica ed ogni giorno mi sforzavo di sentire la Felicità, indipendentemente da quello che mi succedeva attorno. Conclusione: la Felicità non è nemmeno quello. Non è un’emozione e decisamente non è uno stato mentale.

Vuoi sapere invece cos’è? É il risultato delle nostre azioni. La Felicità è più vicina a quello che facciamo che a quello che sentiamo.

Se ci pensiamo, i momenti più felici sono legati a degli avvenimenti, a delle scelte personali, a dei traguardi che abbiamo raggiunto. Tutte cose molto concrete. La decisione di andare in vacanza e di aver scelto quella spiaggia spettacolare è Felicità. Aver avuto il coraggio di chiedere una promozione al lavoro ed averla ottenuta è Felicità. Aver trovato quel regalo perfetto da fare è Felicità. Idee che siamo riusciti a trasformare in azioni.

Ora pensa alla tua giornata tipo. Quante ore della tua quotidianità sono fatte da azioni che portano Felicità?

Se la risposta è più di sedici ore su ventiquattro, sei tra i pochissimi fortunati che può affermare di avere una vita felice. Se invece le tue ore di Felicità al giorno, sono meno di otto, sei messo male. Come la maggior parte della popolazione.

Sentiamo di non essere Felici perchè la nostra giornata non è fatta di cose che ci portano Felicità. La brutta notizia è che se non ci pensiamo noi a cambiare le cose, nessuno ci penserà al nostro posto. Non possiamo delegarlo a nessuno. Non esiste ancora un abbonamento mensile per questo servizio.

La bella notizia è che per iniziare a sperimentare la Felicità il trucco è fare cose che ci piacciono. E la scelta è davvero vastissima e non serve nemmeno un conto in banca a 6 cifre. E nemmeno a 5 o 4. Dobbiamo solo ripensare a cosa ci piaceva fare un tempo, quando non avevamo così tante preoccupazioni. Ci piaceva ballare? Camminare in montagna? Cantare? Ci piaceva andare in moto? Una birra in compagnia? Dipingere? Giocare ai videogiochi? Avere la compagnia di un cane? Meditare? Scrivere? Potrei andare avanti ancora per molto, la lista è davvero lunga.

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E questa teoria è sostenuta anche dall’etimologia della parola FELICE che «è da ricondursi alla radice sanscrita bhu- (poi trasformatasi in foe- o in fe- ) da cui il greco φύω (fyo) = produco, faccio essere, genero (da cui hanno origine i termini fecondo e feto) ed infine al latino foelix o felix = felice cioè fecondo, fertile, ed in senso più lato, soddisfatto, appagato.»

La Felicità quindi non è dentro di noi. Non è qualcosa di passivo che possiamo sperimentare casualmente senza poter fare nulla in merito. Sono le azioni che portano Felicità nella nostra vita, e ogni volta che c’è armonia tra quello che pensiamo, quello che diciamo e quello che facciamo, stiamo sperimentando la Felicità.

Categorie: Scrivo

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